Main Menu

Tre caffè col Notarius Trio: Atto I, ciak… si suona!

Straordinaria intervista oggi al Notarius Trio, formazione jazz pianoless  che ci vizia e seduce con la sua arte. Recentemente impegnata nella promozione del lavoro Atto I, condividiamo con felicità l’intervista al Notarius Trio, grati e onorati per il loro tempo e la cortesia riservataci! Avviciniamoci con garbo e curiosità al mondo musicale e personale dei componenti, la formazione Notarius Trio si confiderà con noi ma anche lasciando qualcosa in sospeso e quel pizzico di curiosita’ che non guasta. Ma largo ai convenevoli, diamo un caloroso benvenuto al Notarius Trio!

Com’è nata vostra la passione per la musica?

La nostra passione per la musica nasce in modi diversi, ma con qualcosa che ci accomuna: il contatto con la musica fin da piccoli. Le bande di paese, i gruppi che suonavano nelle feste di piazza, la musica ascoltata e vissuta nei luoghi in cui siamo cresciuti. Poi, per ognuno di noi, è arrivato un momento in cui quella passione è diventata così forte da farci scegliere uno strumento e iniziare un percorso musicale vero e proprio.

A volte l’ispirazione ti coglie quando meno te l’aspetti. È stato così per Atto I?

Si, possiamo dire che Atto I sia nato quasi per caso. Tutto è cominciato durante una session in sala prove: suonando insieme ci siamo accorti che la formula pianoless aveva qualcosa che ci piaceva molto e che sentivamo particolarmente nostra. Da lì abbiamo iniziato a maturare l’idea di registrare un disco. Ognuno di noi ha quindi messo a disposizione alcune proprie composizioni e, poco alla volta, abbiamo scelto i brani che meglio si adattavano al suono e all’identità che il trio stava sviluppando.

Com’è stato il percorso dall’esordio ad oggi?

 È un percorso ancora in piena evoluzione, ma che sta iniziando a portare i suoi frutti. È fatto soprattutto di studio, impegno, confronto e tanto lavoro sulla musica. Sappiamo che c’è ancora molta strada da fare, ma siamo contenti di quello che stiamo costruendo e guardiamo al futuro con fiducia.  

Quali sono le vostre influenze artistiche?

Le nostre influenze sono diverse, ma abbiamo molti punti in comune. Condividiamo innanzitutto una grande passione per il jazz e abbiamo un background musicale abbastanza simile, anche se ognuno di noi porta inevitabilmente le proprie sfumature e la propria sensibilità. Ci accomuna sicuramente l’amore per i grandi musicisti che hanno fatto la storia del jazz, che rimangono per noi un riferimento fondamentale.  

Quali sono le vostre collaborazioni musicali?

Nel corso degli anni abbiamo avuto esperienze musicali anche molto diverse tra loro, ognuno seguendo il proprio percorso. Credo però che ci sia sempre stato un minimo comune denominatore: l’amore per il jazz. È proprio questo terreno condiviso che ci ha permesso di incontrarci musicalmente e di trovare un linguaggio comune all’interno del trio.  

Quali sono i contenuti che volete trasmettere attraverso la vostra arte?

Una delle cose che cerchiamo di trasmettere è la bellezza della semplicità. Ci interessa cercare qualcosa di autentico nelle cose semplici, senza necessariamente aggiungere o complicare. In questo c’è forse anche un legame con le nostre origini, con i posti del Sud Italia da cui proveniamo, dove la semplicità fa parte della vita quotidiana e può diventare una forma di ricchezza. In qualche modo cerchiamo di portare anche questo nella nostra musica.

 Parliamo delle vostre pregiate esperienze di pubblicazioni, live, concerti o concorsi?

Ognuno di noi ha avuto e continua ad avere esperienze diverse nell’ambito musicale. Per quanto riguarda il Notarius Trio, in questo momento il nostro desiderio è soprattutto quello di continuare a suonare dal vivo, far crescere il progetto e portarlo in contesti diversi. E naturalmente ci piacerebbe che Atto I fosse soltanto l’inizio e che in futuro possano arrivare altri dischi.

Cosa ne pensate della scena musicale italiana? E cosa cambiereste/migliorereste?

La scena musicale italiana è molto attiva ed estremamente ricca, proprio perché rispecchia la grande varietà del nostro Paese. In Italia abbiamo musicisti straordinari, nel jazz e non solo, riconosciuti e apprezzati anche a livello internazionale, e crediamo che sia qualcosa di cui andare orgogliosi. Sarebbe bello, però, avere più spazi dedicati alla musica e maggiori investimenti, soprattutto per permettere anche alle realtà più piccole e ai progetti emergenti di crescere, trovare il proprio pubblico e avere maggiori occasioni per suonare dal vivo.

Quali sono i vostri sogni nel cassetto?

Per il momento preferiamo rimanere con i piedi per terra. Atto I rappresenta il primo passo concreto di questo progetto e quello che speriamo è soprattutto di riuscire a portarlo in giro il più possibile, suonando dal vivo e facendo conoscere la musica del Notarius Trio a persone e pubblici nuovi. Poi vedremo dove ci porterà questo percorso.






Comments are Closed